14 MAGGIO 2026 | CAMMINATE E TERRITORIO

Non c’è due senza tre!

Non c’è due senza tre! A cinque anni dalla prima edizione e a quattro dalla seconda, domenica 17 maggio torneremo a camminare sui sentieri del Bosco Ciavola Di seguito trovate tutti i dettagli.

La camminata avrà come punto di partenza la Cappella di Santa Barbara, nei pressi della miniera Ciavolotta e proseguirà per circa 1 km in direzione del Bosco Ciavola.

La miniera Ciavolotta, ormai presidio minerario dismesso, è stata una miniera di zolfo sita in provincia di Agrigento, posta sopra una collina, tra Favara e il Villaggio Mosè.

La grotta di Santa Barbara, protettrice dei minatori, fu costruita dai minatori e trasformata in cappella dal sig. Vittorio Virone, un anziano agrigentino devoto della Santa turca, devozione legata ad una grazia ricevuta dopo una brutta malattia. Morì all'età di 87 anni nel maggio del 2014, dopo aver dedicato tanti anni della sua vita alla custodia e alla valorizzazione della cappella e dell’area circostante. La Santa si festeggia il 4 dicembre. L'edicola votiva presenta un piccolo monumento dei caduti della miniera, in ricordo degli otto minatori che, il 30/06/1874, persero la vita dentro la miniera a seguito di un crollo della stessa.

Accanto alla cappella si trova l'ex officina della miniera, trasformata in museo della tradizione dell'arte mineraria, mai portato a termine. Inoltre sono ben visibili i ruderi dei vari edifici adibiti ad uffici o abitazione.

Il giacimento si trova a 6 km dalla valle dei Templi e a 2,5 km da Villaggio Mosè ed ha una storia secolare che si identifica con l'industria zolfifera siciliana.

La posizione dove è situata si caratterizza per il suo vasto andamento collinare, segnato per un tratto dal fiume Naro.

Dal punto più alto del Bosco è possibile ammirare il paesaggio che ha come sfondo il mare delle coste agrigentine con i suoi fantastici riflessi, soprattutto durante la fase del tramonto.

La camminata, adatta a tutti, seguirà un sentiero di circa 6,5 km (A/R) che attraverserà quasi tutta l’intera area che fu un tempo una delle maggiori solfatare del comprensorio minerario di Agrigento.

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